La Stanza dei Racconti: “L’arte di perdersi” e i traslochi che fai dentro di te
Un romanzo per chi almeno una volta nella vita si è sentito fuori posto
Nel 2026 inauguriamo una nuova sezione del blog: La Stanza dei Racconti.
Uno spazio dedicato ai libri che parlano di case — quelle reali, di mattoni e chiavi dimenticate nelle borse, e quelle invisibili, fatte di memoria, emozioni, persone.
Perché la verità è questa: la casa parla sempre un po’ di noi.
E quando nei romanzi una casa entra in scena, raramente lo fa per fare arredamento. Lo fa per dire qualcosa.
Un romanzo per chi si è sentito, almeno una volta, fuori posto
Come primo libro da raccontarvi ho scelto un romanzo che sembra scritto per chi, almeno una volta nella vita, ha pensato:
“Ok, ma… io dove mi metto, adesso?”
Si intitola L’arte di perdersi. Storia dei miei traslochi di Lia Piano.
La protagonista, Laura, è una donna vicina ai cinquant’anni che un giorno si accorge di una cosa scomoda: niente le assomiglia più.
Il lavoro la stanca.
La casa non la rappresenta.
Le relazioni arrancano.
E il corpo… fa il corpo: cambia ritmo, cambia linguaggio, cambia umore, spesso senza chiedere permesso.
È quella fase della vita in cui guardi intorno e ti sembra che il mondo abbia continuato a muoversi… mentre tu sei rimasta ferma in un posto che non ti contiene più.
L’eredità: una casa grande, bellissima… e inagibile
La svolta arriva in modo inaspettato: un’eredità.
Laura riceve una grande casa in Liguria, lasciata da una zia con cui — diciamolo — non c’era questo legame travolgente.
La casa è piena di potenziale. Ma è anche inagibile.
E qui succede la cosa che mi è piaciuta di più: in questo romanzo le case non sono solo case. Sono metafore.
Quella casa, con i suoi limiti e il suo potenziale, è esattamente Laura:
una parte viva che vuole aprirsi… e una parte che ha bisogno di essere rimessa in sicurezza.
Traslochi, scatoloni e domande esistenziali (con un sorriso)
Da lì inizia un viaggio fatto di:
traslochi e scatoloni
permessi e burocrazia
mappe catastali e decisioni pratiche
ricordi di famiglia e oggetti che “parlano”
domande esistenziali che arrivano sempre quando meno ti conviene
Ma la bellezza è nel tono: Lia Piano racconta tutto con uno stile leggero e brillante.
Si ride spesso, ci si riconosce, e a volte ci si commuove anche un po’. Perché ogni stanza attraversata, ogni oggetto ritrovato, ogni “spostamento” diventa un capitolo della sua rinascita.
Un libro che non urla: lavora in punta di piedi
Non aspettatevi colpi di scena hollywoodiani.
Questo è un romanzo che lavora in punta di piedi:
ti accompagna, ti osserva, ti fa spazio.
E intanto ti sussurra una cosa semplice (ma potente):
per ritrovarsi serve anche il coraggio di perdersi.
Perdersi un po’ significa:
lasciare andare ciò che non ci somiglia più
cambiare ritmo
cambiare casa (a volte)
cambiare pelle (quasi sempre)
Per chi è L’arte di perdersi
È un libro perfetto se:
ti senti in una fase di transizione e non sai ancora darle un nome
percepisci che la tua casa non ti rappresenta più
hai bisogno di leggerezza, senza superficialità
senti che dentro sta chiedendo spazio qualcosa di nuovo
Quando lo chiudi, rimane addosso una sensazione bella e concreta:
che a volte i traslochi più importanti non sono quelli che fai con i mobili…
ma quelli che fai dentro di te.
Mini-rituale (La Stanza dei Racconti)
Se questo tema ti ha toccata, prova così:
scegli un cassetto (uno solo) e aprilo come se fosse una “stanza” della tua vita.
Tira fuori tutto e chiediti:
questo mi somiglia ancora?
Se la risposta è “no”, non serve buttare via subito: basta spostarlo. Mettilo in una scatola con un’etichetta: “versione precedente di me”.
A volte il cambiamento inizia così: non con una rivoluzione, ma con una scelta gentile.
Adesso tocca a te
E tu?
Qual è la stanza della tua casa che oggi racconta meglio il tuo “fuori posto”?
E quale, invece, potrebbe diventare la tua prima stanza di ripartenza?
Se ti va, scrivimelo nei commenti: la Stanza dei Racconti è fatta per questo.
Ti lascio anche la puntata di Casa Radio del 5/12/2025 dove racconto questo splendido romanzo
Valentina